Le figure professionali - La Bottega dell'Energia

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Energia per le imprese
Le figure professionali

Negli ultimi venticinque anni sono state introdotte nuove figure professionali in grado di occuparsi di energia in qualsiasi ambito, dal comparto residenziale a quello del terziario, dalla Pubblica Amministrazione a quello industriale.

Purtroppo non sempre è chiaro "di chi si tratta", quali competenze ciascuna di queste figure richiede e quali mansioni può effettivamente svolgere. Prima di affrontare il tema dell’energia in azienda e per la P.A. è quindi innanzitutto indispensabile capire meglio queste figure professionali.


L’Energy Manager
Si tratta di una figura introdotta con la Legge n. 10 del 1991. In realtà tale Legge la nomina come "Tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia", anche se la dizione anglosassone è ormai diventata di uso comune anche in Italia.

La sua nomina per il comparto industriale è obbligatoria se sono presenti consumi energetici annuali superiori a 10.000 TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio), mentre il limite scende a 1.000 TEP/anno per il terziario, la Pubblica Amministrazione ed il settore residenziale. Giusto per farsi un’idea più concreta, convenzionalmente si considera che un Comune possa superare il limite delle 1.000 TEP/anno se formato da più di 5.000 abitanti.

L’Energy Manager può inoltre essere anche nominato volontariamente (cioè anche in quelle realtà dove non vige l’obbligo legislativo).

Da sottolineare che la L. 10/1991 prevede sanzioni nel caso l’EM non venga nominato, ma non è mai stato promulgato il Decreto che attua tali sanzioni. Il risultato è che la maggior parte delle aziende e dei Comuni sottoposti ad obbligo ancora oggi non ha nominato un Energy Manager. E si tratta di un vero peccato perché, come si vedrà, la nomina di tale figura costituisce una vera e propria occasione di risparmio, anziché un puro e semplice costo, come invece potrebbe sembrare in apparenza.

Le peculiarità di tale figura professionale sono un profilo di alto livello tecnico, il possesso di competenze manageriali, tecniche, economico-finanziarie, legislative e di comunicazione e la capacità di supportare i decisori aziendali nelle politiche e nelle azioni collegate all’energia.

Non esistono albi professionali per questi professionisti. Gli Energy Manager nominati sono presenti nell’elenco ufficiale della Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia (FIRE). Dal 1992 la FIRE gestisce, assieme all’ENEA, la formazione certificata degli Energy Manager; è però opportuno sottolineare come non risulti ufficialmente l’unico Ente che può svolgere tale attività.

Altri Enti di primaria e riconosciuta importanza per la formazione degli Energy Manager sono, ad esempio:

  • FIPEC (Federazione Italiana Professioni Emergenti Certificate)

  • ISOENCErtifications
  • Altri Organismi di Certificazione, purché accreditati attraverso il sistema ACCREDIA


Da notare che il fatto di essere certificatori energetici degli edifici accreditati (ad esempio, con schema SACERT) o iscritti ad un apposito albo (ad esempio quello del CENED per la Regione Lombardia) non costituisce alcuna certificazione delle competenze di un Energy Manager.


Recentì novità riguardo la figura dell'Energy Manager

Il 18 Dicembre 2014 è stata pubblicata la Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico con la quale vengono aggiornate le modalità di nomina EM. Tale Circolare sostituisce completamente le Circolari dell’allora Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, rispettivamente del 2 Marzo 1992, n. 219/F, e del 3 Marzo 1993, n. 226/F, che fino al 17 Dicembre regolamentavano quanto previsto dalla L. 10/91.

Ecco una sintesi del contenuto della Circolare, con anche alcuni richiami ad altre fonti normative attualmente in vigore.

Soggetti obbligati alla nomina e soggetti volontari: vengono confermati i soggetti obbligati alla nomina, già previsti dalla L. 10/91 e sopra richiamati.
Inoltre, ai sensi del D. M.  28 Dicembre 2012 (c. d. “Conto termico”), è previsto che i soggetti di qualsiasi settore possano accedere al meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE, c. d. “Certificati bianchi”) soltanto se hanno provveduto alla nomina dell’EM.
Si ricorda però che, ai sensi del D.Lgs. 102/2014, a partire dal 20 Luglio 2016 i soggetti che partecipano al meccanismo dei TEE debbono aver nominato un EM che sia anche un Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) certificato secondo la Norma UNI CEI 11339.

Nuove modalità per la comunicazione dei nominativi: a partire dal
2015 la comunicazione alla FIRE del nominativo dell’EM da parte dei soggetti obbligati alla nomina non avviene più mediante raccomandata: dal 20 gennaio 2016 è infatti obbligatorio utilizzare la nuova piattaforma NEMO, predisposta dala FIRE, per la nomina dell’EM, disponibile a questo link. La FIRE ha inoltre redatto le "Linee guida per la nomina dell’energy manager mediante la piattaforma NEMO", utili per conoscere le procedure di invio della comunicazione. Anche tali linee guida sono disponibili al link sopra riportato.

Scadenze per la nomina: per i soggetti obbligati, la scadenza annuale per la comunicazione alla FIRE dei dati dell’Energy Manager nominato è confermata al 30 Aprile.
Per i soggetti non obbligati, che nominano volontariamente l’EM:

  • La prima comunicazione può avvenire in un qualsiasi momento dell’anno

  • Dal secondo anno in poi la comunicazione dovrà seguire le modalità previste per i soggetti obbligati, quindi la comunicazione dovrà essere effettuata entro il 30 Aprile


È importante ricordare che il non rispetto di queste tempistiche potrebbe causare la perdita dei TEE eventualmente già richiesti e che verranno richiesti fino alla successiva scadenza (30 Aprile dell’anno successivo).

La comunicazione dei consumi diventa obbligatoria: la Circolare MISE del 18 Dicembre 2014 introduce un’importante novità, ossia l’obbligo di comunicazione alla FIRE dell’ammontare dei consumi energetici dell’anno precedente la nomina, opportunamente suddivisi per fonte e per vettore.

Requisiti professionali: fermo restando quanto sopra richiamato riguardo il meccanismo dei TEE, la Circolare MISE del 18 Dicembre 2014 risulta coerente, dal punto di vista dei requisiti professionali degli EM, con la precedente Normativa. In essa non vengono infatti indicati requisiti particolari per il soggetto nominato.
Ciononostante, la Circolare sottolinea come la figura dell’EM operi come supporto al decisore aziendale sulle tematiche energetiche, e quindi, specie nelle grandi organizzazioni, sia per esso indicato un profilo dirigenziale ed altamente professionale.
In presenza di un Sistema di Gestione dell’Energia certificato UNI CEI ISO 50001 l’EM si configura inoltre come Responsabile del sistema stesso.

Obbligo in caso di contratti servizio energia: per gli enti pubblici (come, ad esempio, i Comuni) e per le organizzazioni private con un contratto di servizio energia la nomina deve essere comunque effettuata dall’ente locale o dall’organizzazione stessa, anche qualora il contratto di servizio energia (o similare) affidi al fornitore (in genere una ESCo) il servizio di energy management.
Ciò non toglie che il fornitore possa procedere a un’eventuale nomina di un responsabile locale associato all’ente locale o dall’organizzazione per fini suoi interni.


L’Esperto in Gestione dell’Energia
È una figura professionale definita dalla Norma UNI CEI 11339:2009 e già richiamata dal D.Lgs. 115/2008, in attuazione della Direttiva UE 2006/32/CE sull’efficienza energetica. Da notare che quest’ultima è stata abrogata dalla nuova Direttiva UE 2012/27/UE, recepita in Italia con il D.Lgs. 102/2014, in vigore dal 19 Luglio 2014.

L’Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) è definito dal art. 16 del D.Lgs. 115/2008 come un «Soggetto che ha le conoscenze, l’esperienza e la capacità necessarie per gestire l’uso dell’energia in modo efficiente».

In sostanza, l’EGE è una figura moderna ed interdisciplinare, che agisce nel contesto del mercato energetico europeo e dispone di solide competenze tecniche, ambientali, economico-finanziarie, di gestione aziendale e di comunicazione.

È importantissimo sottolineare come non sia vera la credenza diffusa fra gli imprenditori ed i manager della P.A. secondo la quale l’EGE è un EM "evoluto": le due figure esistono contemporaneamente e possono avere competenze e ruoli anche molto differenti. Ad esempio:

  • Il responsabile dei Sistemi di Gestione dell’Energia è preferibile sia un EM, solitamente più vicino alla realtà aziendale e la cui consulenza è "meno costosa"

  • Ogni Energy Service Company dovrebbe avere, all'interno del proprio organigramma tecnico, almeno un EGE certificato ai sensi della Norma UNI CEI 11339. All'allegato A dell'edizione 2010 della Norma UNI CEI 11352 tale presenza veniva prescritta per quelle ESCo che intendevano ottenere una certificazione ai sensi di tale Norma. Con la revisione 2014 di quest'ultima in realtà l'obbligo è stato soppresso. Ciononostante, la "lista di controllo" delle competenze di una ESCo, contenuta nell'allegato A della nuova edizione della Norma, indica chiaramente che la presenza di un EGE certificato all'interno dell'organigramma tecnico di una ESCo consente a quest'ultima di dimostrare molto più facilmente il possesso di un certo numero di requisiti, facilitando l'ottenimento della certificazione ai sensi della Norma CEI UNI 11352
  • L’assunzione di un EGE non può sostituire la nomina di un EM (nei casi in cui è obbligatorio, in base alla L. 10/1991)


La Norma UNI CEI 11339 prevede per gli EGE un percorso di certificazione delle competenze, basato sia sulle conoscenze teoriche possedute che sulle esperienze maturate nel corso degli anni. Uno dei più importanti è la certificazione SECEM (Sistema Europeo per la Certificazione in Energy Management).

Il D.Lgs. 102/2014 ha inoltre introdotto importanti novità riguardanti gli EGE. Prevede infatti che a partire dal 19/07/2016 gli audit energetici possano essere redatti esclusivamente da EGE certificati secondo la Norma UNI CEI 11339, da ESCo certificate secondo la Norma UNI CEI 11352 o da Energy Auditor certificati.

Con il Decreto Interdirettoriale del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 12 maggio 2015 sono stati approvati gli schemi, predisposti da ACCREDIA in conformità all’art. 12 del D.Lgs. 102/2014, di certificazione ed accreditamento per la conformità alle norme tecniche relative alle ESCo, agli EGE ed ai Sistemi di gestione dell'Energia.

Il database nazionale ufficiale degli EGE certificati ai sensi della Norma UNI CEI EN 11339:2009 è gestito da ACCREDIA ed è liberamente consultabile a questo link.

Il D.Lgs. 102/2014 costituisce dunque una Norma fondamentale in Italia affinché la figura professionale dell’EGE possa finalmente costituire, assieme alle ESCo, il principale attore dell’efficienza energetica nel nostro Paese.


L’Energy Auditor
È una ben precisa figura professionale richiesta per il corretto svolgimento di diagnosi energetiche ed energy audit.

L’ufficializzazione normativa di tale soggetto è stata auspicata per anni, ma è solo con il D.Lgs. 102/2014 che essa viene introdotta formalmente nell’ordinamento giuridico italiano. Alla lettera c) dell’art. 2, comma 2 del Decreto l’EA viene definito come "persona fisica o giuridica che esegue diagnosi energetiche".

Inoltre l’art. 12, comma 3 prescrive che entro il 19/10/2014 UNI-CEI, in collaborazione con il Comitato Termotecnico Italiano e con l’ENEA, emani una nuova Norma per la certificazione volontaria degli EA. Il 30 Giugno 2015, con ampio ritardo rispetto a tale prescrizione, è stata pubblicata la Norma UNI CEI EN 16247-5, "Diagnosi energetiche. Parte 5: competenze dell’auditor energetico". Si tratta dell’ultima parte della serie EN 16247, che va a chiudere un pacchetto di documenti normativi di primaria importanza per l’attuazione del decreto legislativo 102/2014. La parte 5 specifica in particolare le competenze che l’EA deve possedere per effettuare in modo efficace gli audit e le diagnosi energetiche conformi ai requisiti della parte 1 della stessa Norma, eventualmente integrata dalle parti specifiche per i settori "Edifici" (parte 2), "Processi" (parte 3) e "Trasporti" (parte 4).

Ricordiamo i compiti dell’EA:

  • Analizza e valuta energeticamente gli edifici e/o i sistemi produttivi

  • Valuta le condizioni di comfort abitativo e/o lavorativo

  • Propone soluzioni di riqualificazione ed efficientamento energetico

  • Quantifica tali soluzioni in termini di analisi costi-benefici

  • È in grado di comunicare efficacemente anche con i "non addetti ai lavori"

  • Dispone delle giuste conoscenze e competenze per utilizzare strumentazioni e software specifici



Il consulente energetico
Le tre figure (EM, EGE ed EA) sono dunque differenti fra di loro. Alcune volte le rispettive competenze risultano "parallele", altre complementari, altre, infine, del tutto distinte.

Esiste però una nuova figura professionale, che recentemente sta iniziando a diffondersi presso le aziende, il settore terziario ed anche i privati: il consulente energetico, il quale, spesso, racchiude in sé le tre figure professionali citate ed ha maturato esperienze lavorative e competenze tecniche in tutti e tre i contesti. Molto spesso il consulente energetico è anche un certificatore energetico degli edifici o una figura analoga (ad esempio un consulente CasaClima).

In Italia il consulente energetico non è ancora stato introdotto ufficialmente da alcuna Normativa; è però già molto ben chiaro come questa figura è (e sempre più diverrà) il riferimento tecnico ed amministrativo per la gestione dell’energia nelle attività produttive, nel terziario, nel settore residenziale e per la P.A.

 
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