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Energia per le imprese
Gli incentivi disponibili

Per incentivare l’utilizzo razionale ed efficiente dell’energia nell’ambito industriale, del terziario e della P.A. sono stati proposti e rafforzati, negli anni, differenti sistemi.

La scelta del sistema di incentivazione più adatto alle specifiche esigenze e le pratiche tecniche, burocratiche, fiscali e documentali richieste da ciascuno di essi rendono praticamente impossibile il "fai da te". Conviene invece rivolgersi ad un buon consulente energetico, il quale, ben conoscendo tutti i sistemi elencati, saprà consigliare l’imprenditore o il manager della P.A. per il meglio ed assistere l’azienda o il Comune in tutte le fasi degli investimenti che si desidera affrontare (audit energetico, analisi costi-benefici, progettazione, lavoro e disbrigo delle pratiche, ecc.).


Il fondo nazionale per l’efficienza energetica e gli incentivi della Regione Lombardia
L’art. 15 del D.Lgs. 102/2014 ha introdotto il "fondo nazionale per l’efficienza energetica". Istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, esso ha una dotazione pari a 25 milioni di Euro per il 2015. Il Decreto prevede inoltre che tale dotazione possa essere integrata fino a 15 milioni di Euro annui per il periodo 2015-2020 a carico del Ministero dello Sviluppo Economico e fino a 35 milioni di Euro annui, sempre per lo stesso periodo, a carico del Ministero dell’Ambiente.

Tale fondo ha natura rotativa ed ha come obiettivo il sostentamento e l’incentivazione di:


Gli strumenti di finanziamento sono articolati in due sezioni. La prima è destinata alla concessione di garanzie su operazioni finanziarie (singole o in portafoglio). La seconda dedicata invece all’erogazione di finanziamenti veri e propri, direttamente o mediante banche ed intermediari finanziari, anche mediante la sottoscrizione di quote di fondi comuni di investimento di tipo chiuso, che abbiano come oggetto la sottoscrizione di titoli di credito di nuova emissione o l’erogazione di nuovi finanziamenti. È inoltre concessa la sottoscrizione di titoli di credito emessi nell’ambito di operazioni di capitalizzazione aventi come oggetto crediti di privati verso le PMI e le ESCo.

In data 12 Maggio 2015 è stato pubblicato l’avviso del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che consente alle Regioni ed alle Province autonome di presentare programmi finalizzati a sostenere la realizzazione di diagnosi energetiche nelle piccole e medie aziende. L’iniziativa ha messo a disposizione le risorse economiche necessarie per il cofinanziamento di programmi regionali volti ad incentivare gli audit energetici nelle PMI o l’adozione di Sistemi di Gestione dell’Energia conformi alle norme ISO 50001.

Il citato Decreto del 12 Maggio 2015 richiedeva alle Regioni di presentare per una successiva valutazione i propri “Programmi per l’efficientamento delle PMI”, dando tempo fino al 30 Giugno 2015 per tale presentazione. Essendo la prima “chiama” caduta praticamente nel vuoto (soltanto 3 Regioni provvedevano per tempo), il termine è stato successivamente prorogato al 30 ottobre 2015.

In data 21 Dicembre 2015, con il proprio Decreto Ministeriale "Finanziamento dei programmi regionali a sostegno delle diagnosi energetiche delle PMI o dell'adozione di sistemi di gestione dell'energia conformi alle ISO 50001", il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso noto l'elenco delle Regioni e delle Provincie Autonome il cui "Programma per l'efficientamento delle PMI" è stato accettato ed approvato, assieme ai relativi contributi assegnati. Riportiamo al proposito la tabella contenuta nell'all. A al citato Decreto:



Ogni Regione provvede quindi ad emanare appositi bandi, attraverso i quali le relative PMI possono accedere ai contributi.

Ad esempio, con la D.G.R. X/4256 del 30 Ottobre 2015 la Regione Lombardia ha approvato il proprio piano e lo ha inviato al Ministero dello Sviluppo Economico per la valutazione. La Regione ha ha contemporaneamente  stanziato i fondi necessari, come si legge sulla stessa D.G.R., per sostenere la parte di cofinanziamento di propria competenza. Avendo il Ministero dello Sviluppo Economico accettato ed approvato il piano, la Regione Lombardia ha infine provveduto, mediante il D.D.U.O n. 8675 dell’8 settembre 2016, ad emanare il bando previsto.

L’insieme dei fondi statali assegnati alla Lombardia assomma a poco meno di 2,7 milioni di Euro. Il programma di finanziamento terminerà non prima del 2020, con eventuali altri finanziamenti aggiuntivi a seconda del successo (o meno) dello stesso.

Gli interventi ammissibili sono:

  • Audit energetici conformi all’allegato 2 del D.Lgs. 102/2014, eseguiti in uno o più dei siti produttivi di proprietà della singola PMI (purché dislocati in territorio lombardo)

  • Adozione di Sistemi di Gestione dell’Energia conformi alla Norma UNI CEI IN ISO 50001


Sono previsti i seguenti incentivi:


Gli incentivi verranno accordati ed erogati, fatto salvi i vincoli tecnici e di rispondenza alla Normativa di quanto effettuato, esclusivamente in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Per le PMI che faranno richiesta di incentivazione per gli audit energetici vigeranno due vincoli che se non rispettati comporteranno automaticamente il decadimento del diritto all’incentivo (anche se già assegnato):

  • Gli audit energetici dovranno essere conclusi entro e non oltre 4 mesi dalla data alla quale la Regione accorderà l’incentivo alla PMI richiedente

  • Almeno uno degli interventi previsti dalla relazione di audit dovrà essere progettato, avviato e concluso entro e non oltre 24 mesi dalla data alla quale la Regione accorderà l’incentivo alla PMI richiedente


Gli audit energetici dovranno obbligatoriamente essere eseguiti da Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) certificati ai sensi della Norma UNI CEI 11339 oppure da Energy Service Company (ESCo) certificate ai sensi della Norma UNI CEI 11352 oppure, in alternativa, da Energy Auditor (EA) certificati ai sensi dell’art. 8, c. 2 del D.Lgs. 102/2014

Il rilascio del certificato di conformità del Sistema di Gestione dell’Energia alla Norma CEI IN ISO 50001 dovrà avvenire, da parte di uno degli appositi Enti preposti, entro e non oltre 28 mesi dalla data alla quale la Regione accorderà l’incentivo alla PMI richiedente.

Fermo restando i precedenti vincoli temporali massimi, l’incentivo verrà fattivamente erogato alla PMI esclusivamente dietro presentazione della documentazione tecnica e fiscale che attesti:



Detrazioni per gli interventi di risparmio energetico (65%)
Il meccanismo consente la detrazione sul reddito delle eprsone fisiche oppure sul reddito d’impresa del 65% dell’importo speso per lavori di riqualificazione energetica, suddiviso in 10 rate annuali di identico importo. È applicabile soltanto per lavori su edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale.

Gli interventi ammissibili sono, in buona sostanza, quelli che vengono descritti nelle pagine del presente sito dedicate alle riqualificazioni energetiche: sostituzione di serramenti ed infissi, rifacimento delle coperture, coibentazioni delle pareti perimetrali, sostituzione di generatori di calore. Inoltre il meccanismo è anche applicabile ai lavori di proggettazione ed installazione di impianti solari termici.

Rimandiamo al sito dell’Agenzia delle Entrate per tutti i relativi dettagli; ricordiamo qui soltanto che le detrazioni al 65% dovrebbero, salvo ripensamenti dei Legislatori, tornare all'aliquota strutturale del 36% a partire dal 1 Gennaio 2019, essendo stata prorogata fino al 31 Dicembre 2018 l'aliquota del 65% (Legge di stabilità 2018). Sottolineiamo che, a partire dal 1 Gennaio 2018, la percentuale di detrazione è stata ridotta dal 65% al 50% per le spese di fornitura e posa dei serramenti, schermature solari e sostituzione dei generatori di calore con caldaie a condensazione.

L'Agenzia delle Entrate mette ormai da anni a disposizione delle guide aggiornate sulle detrazioni fiscali, scaricabili gratuitamente da questa pagina web.


Ricordiamo che non possono beneficare delle detrazioni fiscali al 65% i Comuni, in quanto non sono soggetti passivi IRPEF né IRES.

Infine, ricordiamo anche che per le imprese ed i Comuni non è prevista la fruizione del meccanismo delle detrazioni per le ristrutturazioni edili (attualmente al 50%).


Titoli di Efficienza Energetica
Il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE, noti anche come "certificati bianchi") fu inizialmente introdotto con i "Decreti gemelli" del 20 Luglio 2004. Il meccanismo venne poi aggiornato prima con il D.M. 28 Dicembre 2012 e poi, per certi aspetti, con il D.Lgs. 102/2014.

L’Italia è stato il primo Paese al mondo ad avere questo tipo di meccanismo di incentivazione per l’uso efficiente dell’energia. L'ultimo riordino del sistema incentivante è avvenuto attraverso il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 11 Gennaio 2017.

L’idea di fondo del sistema incentivante è semplice, anche se non lo è (almeno non del tutto) la sua applicazione. È previsto infatti che i grossi Fornitori di energia (ossia quei soggetti che servono più di 50.000 utenze di energia elettrica e/o di gas metano) abbiano l’obbligo di raggiungere determinati obiettivi annuali di efficienza energetica, quantificati attraverso le TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio) ed assegnati anno per anno.

Per ogni TEP di energia primaria risparmiata viene rilasciato un TEE; se l’obiettivo annuale non è raggiunto (in tutto o in parte), il Fornitore ha l’obbligo di acquistare un numero di TEE sufficiente per compensare la lacuna; tale acquisto viene fatto in certi casi per contrattazione diretta, in altri sul mercato libero gestito dal GME (Gestore dei Mercati Energetici).

I TEE vengono immessi su questo mercato (e quindi venduti) dagli utenti finali che implementano degli interventi di risparmio energetico; sono ammessi come operatori sul mercato dei TEE:

  • I soggetti obbligati (distributori di energia elettrica e gas con più di 50.000 utenti finali)

  • Le società controllate da tali soggetti o di essi controllanti

  • Le ESCo, purchè certificati ai sensi dela Norma UNI CEI 11352:2014

  • I distributori non obbligati, le società operanti nel settore dei servizi energetici, le PMI e gli Enti Locali, purché si abbiano adottato un SGE conforme alla Norma UNI EN ISO 50001
  • I distributori non obbligati, le società operanti nel settore dei servizi energetici, le PMI e gli Enti Locali, purché si abbiano nominato un EGE certificato ai sensi della Norma UNI CEI 11339:2009


Per partecipare al meccanismo incentivante, i soggetti interessati devono prima accreditarsi come operatori sul sistema gestito dal GSE (in precedenza gestito dall’AEEG). Da specificare che i requisiti indicati nel precedente elenco dovranno essere mantenuti per tutta la durata della vita utile di progetti per i quali viene presentata richiesta di riconoscimento dei TEE.


La richiesta dell’assegnazione dei TEE viene effettuata mediante un’opportuna istruttoria, essa gestita e valutata dal GSE. Per ciascuna istruttoria viene presentato un progetto, per il quale viene richiesto il riconoscimento di un certo numero di TEE; se l’istruttoria ha esito positivo, si ottengono i TEE e si può poi rivenderli sul mercato gestito dal GME.

Attenzione: ogni progetto deve garantire risparmi energetici superiori ad una certa soglia minima (dimensione minima del progetto), quindi non tutti i progetti sono incentivabili, anche se è possibile raggrupparne di simili. In questo senso molto possono fare le ESCo…purché siano vere ESCo e purché risultino fra i soggetti accreditati presso il GSE.

Riportiamo qui sotto una tabella, direttamente estratta dal D.M. 11 Gennaio 2017, con l’elenco degli interventi  attualmente previsti dal sistema dei TEE, ricordando che esiste comunque la possibilità di proporre interventi di tipo differente (in questi casi la procedura di riconoscimento dell’incentivo risulta però più lunga e laboriosa).
Per maggiori e più complete informazioni si rimanda alla sezione del sito del GSE dedicata ai certificati bianchi.





La "nuova Sabatini"
Il D.L. 69/2013, noto anche come "nuova Sabatini", istituisce una facilitazione dell’accesso al credito ed un sistema di contributi in conto interessi per le PMI che intendono acquistare impianti di generazione distribuita; fra tali impianti sono annoverate le seguenti tipologie:


L’unico vincolo è che tali impianti siano funzionali allo svolgimento dell’attività di impresa; sono dunque a priori esclusi dalle incentivazioni i Comuni.

Da notare che, essendo le imprese escluse dalle detrazioni al 50% per le ristrutturazioni edilizie ed essendo ormai terminato il Quinto Conto Energia, questo è l’unico tipo di incentivo che rimane alle PMI per il fotovoltaico, a parte il ricorso ai TEE (in questo caso sussiste però un limite di 20 kWp sulla potenza installabile).

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato una breve (ma molto completa) guida agli aspetti operativi collegati alla "nuova Sabatini", scaricabile qui.


Il Conto Termico 2.0
Così come previsto dal D.Lgs. n. 28 del 3 marzo 2011, riguardante l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, il D.M. 28/12/2012, noto anche come "Conto Termico", venne introdotto proprio per dare attuazione al regime di sostegno finanziario previsto nel citato D.Lgs.. Successivamente, tale regime venne in minima parte modificato dai contenuti del D.Lgs. 102/2014.

Con la pubblicazione del D.M. 16 Febbraio 2016, comunemente noto come “Conto Termico 2.0”, il sistema di incentivazione è stato profondamente cambiato e molto potenziato. Come il vecchio Conto Termico, anche il nuovo sistema è stato introdotto per incentivare gli interventi destinati all’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

I beneficiari sono le Pubbliche Amministrazioni, le imprese ed i privati. Risultano a disposizione di tali soggetti 900 milioni di Euro all’anno, di cui 200 milioni destinati specificatamente alla Pubblica Amministrazione. Il responsabile della gestione del meccanismo e delle verifiche del caso è il GSE.

Nello specifico, gli interventi incentivabili sono riferiti a due distinte categorie.


Per maggiori e più complete informazioni si rimanda alla sezione del sito del GSE dedicata al Conto Termico.


Il "Decreto energivori": le agevolazioni sull’energia elettrica
Il Decreto del Ministro dell'Economia e Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, del 5 aprile 2013 (noto come "Decreto energivori") ha costituito il recepimento, in Italia, della Direttiva 2003/96/CE, in termini di rimodulazione delle accise e degli oneri parafiscali per aziende a forte consumo di energia

In pratica: le aziende energivore possono ottenere uno sconto sulla componente degli oneri di sistema che, allo stato attuale, pesano per circa il 48% sull’importo complessivo delle fatture dell’energia elettrica. L’entità degli sconti previsti sulle componenti indicate permetterebbe un risparmio fra il 10% ed il 30% sulle fatture stesse.

Beneficiari dell’agevolazione nell’anno n (ad esempio, n=2014) sono quelle aziende che:

  • Costituiscano attività manifatturiere, con codice ATECO 2007 da 10.xx.xx a 33.xx.xx

  • Per lo svolgimento della propria attività abbiano consumato, nell’anno n-1, almeno 2,4 GWh di energia elettrica

  • Siano state caratterizzate, nell’anno n-1, da un rapporto tra costo effettivo dell'energia elettrica e fatturato (detto "(Indice Intensità Elettroenergetica", IEE) pari ad almeno il 3%


L’articolo 6, comma 1, del Decreto 5 aprile 2013 prevede che entro una determinata data le imprese energivore provvedano ad effettuare la richiesta di agevolazione, in base ad determinato algoritmo di calcolo. Il termine varia di anno in anno, ma è sempre compreso fra Settembre ed Ottobre.

La raccolta dei dati per il censimento delle imprese energivore è effettuata dalla Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico (CCSE), che ha messo a disposizione un portale al quale le imprese che rientrano nei parametri e intendono accedere alle agevolazioni devono iscriversi. L’entità delle agevolazioni e le procedure di calcolo vengono aggiornate di anno in anno dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas (AEEG).


Un’anticipazione delle agevolazioni dovrà essere erogata dalla CCSE entro il primo trimestre anno n+1. Le agevolazioni secondo la tabella emessa dall’AEEG verranno riconosciute a consuntivo entro il primo trimestre dell’anno n+1, sulla base dei consumi dichiarati per l’anno n-1.

Da sottolineare per le imprese che si iscrivono nel registro della Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico, ad esempio, nell'anno n e che per tale anno si autodichiarano dunque "energivore" corre l'obbligo, in base all'art. 8 del D.Lgs. 102/2014, di redazione di un audit energetico, con rinnovo dell'obbligo ogni 4 anni.


Crediti di imposta per gli acquisti di beni strumentali
La L. 116/2014, di conversione del D.L. 91/2014 (noto come "Decreto competitività"), ha introdotto, fra le altre cose, un’agevolazione interessante per le aziende, anche se non strettamente legata all’ambito dell’efficienza energetica.

La Legge introduce infatti un credito di imposta del 15% per gli investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate in Italia. L’agevolazione è riconosciuta sia alle imprese esistenti sia a quelle costituite dopo l’entrata in vigore della Norma, cioè il 21 Agosto 2014. Vengono incentivati soltanto gli investimenti di importo superiore ai  10.000 Euro.

Il credito di imposta verrà ripartito in tre quote annuali e verrà revocato nel caso in cui i beni oggetto dell’investimento siano ceduti prima del secondo periodo di imposta successivo all’acquisto o trasferiti fuori dall’Italia entro il 31 Dicembre del quinto anno successivo all’investimento.

Può trattarsi quindi di un’ottima occasione da sfruttare anche per la riqualificazione energetica di impianti, dispositivi e macchinari asserviti all’attività aziendale. Si tratterebbe, naturalmente, di nuovi acquisti (e non di modifiche o simili).

 
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