Efficienza energetica domestica - La Bottega dell'Energia

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Energia per la casa
«Il maggior guadagno è il risparmio».

Questo vecchio detto popolare, il cui autore si è perso nella notte dei tempi, ben si presta ad introdurre l’argomento dell’efficienza e del risparmio energetico nei contesti residenziali.

Il concetto è tanto semplice quanto importante: non c’è modo migliore per guadagnare in efficienza energetica che quello di risparmiare sui consumi.
Bella forza – direte voi –, lo diceva pure mia nonna, che aveva solo la licenza elementare (così come la mia).

Certo – dico io –, la cosa è però così nota che spesso ce ne scordiamo.

Dite la verità: quanti di voi hanno mai pensato che, dopo una lunga giornata di lavoro, un buon bagno caldo è molto più rilassante di una veloce doccia? Scommetto tutti, almeno una volta.

Eppure il costo energetico ed idrico di un bagno caldo è almeno il doppio di quello di una normale "sessione" sotto la doccia…

In queste pagine cerchiamo di capire cosa significa risparmiare energia in casa e cosa richiede il miglioramento dell’efficienza energetica della nostra abitazione. Ci accorgeremo come i risparmi più immediati sono quelli che possiamo conseguire semplicemente cambiando le nostre abitudini di tutti i giorni. Noteremo anche che altri risparmi possono essere perseguiti con l’uso di molte tecnologie, alcune a buon mercato, altre un po’ meno.

Tenendo sempre presente che, comunque, risparmiare non deve essere un modo per "renderci la vita impossibile". Avremo quindi un occhio di riguardo anche al nostro comfort ed alla nostra salute.

In altri termini…se lo desideriamo veramente, perché non fare uno o due bagni caldi alla settimana, alternandoli con le più "risparmiose" docce? Attueremmo comunque una strategia di risparmio energetico molto efficace, senza privarci del tutto di uno dei "piaceri della vita".
Ma questo è solo uno dei tanti esempi possibili…

Risparmio ed efficienza

Risparmio ed efficienza energetica sono sinonimi? Sentendo le TV e le radio, leggendo giornali e siti web, sembrerebbe proprio di sì. In realtà la risposta è: no!

Se manteniamo la pressione degli pneumatici della nostra auto al valore suggerito dal produttore, realizziamo un intervento di efficienza. Se evitiamo di usare l’auto per andare dal panettiere e vi andiamo invece a piedi, realizziamo un intervento di risparmio.

Ad un intervento di efficienza seguono sempre uno o più risparmi: mantenendo la pressione degli pneumatici non spendiamo nulla (il benzinaio normalmente non si fa pagare l’aria compressa!) e risparmiamo carburante.

Ad un’azione di risparmio non è invece detto che consegua un aumento di efficienza, ma possono conseguire comunque altri benefici. Anche quando andiamo a piedi dal panettiere, risparmiamo carburante (e guadagniamo in salute: altro beneficio). Ma non aumentiamo l’efficienza dell’auto (tant’è vero che se continuiamo ad usarla con gli pneumatici sgonfi…continuiamo anche a consumare più carburante del previsto).

Ma, allora…qual è la corretta strategia che dobbiamo intraprendere per risparmiare energeticamente e rendere più efficiente la nostra abitazione?

In realtà, non esiste una strategia "giusta" e non ne esiste una "sbagliata". Alle volte dovremmo intraprendere azioni di risparmio, altre di efficientamento, altre, ancora, dovremmo adottare entrambe le strategie.

Quanto e cosa sarebbe necessario fare è da calibrare su noi stessi, sulle nostre abitudini, sui nostri "vizi e virtù", sulle particolarità della nostra abitazione e delle nostre condizioni di vita.

Al di là dei consigli generici – questi si trovano dappertutto: basta una ricerca in Google –, dovremmo rivolgerci ad un professionista che sappia valutare con estrema cura la nostra "condizione iniziale" e fornirci poi una serie di consigli ad hoc.

Dedichiamo anche noi alcune pagine ai consigli generici. Potete iniziare tranquillamente dalla loro attuazione e valutarne voi stessi gli effetti. Ma poi si renderà comunque necessario un intervento più "razionale" e "radicale", ve ne accorgerete in poco tempo.

Chi può darci una mano al riguardo? Un bravo consulente energetico.

Come? Iniziando da un check-up energetico della nostra abitazione. E proseguendo poi con la redazione del
libretto di risparmio energetico della stessa.

E, se lo desideriamo, assistendoci successivamente nel monitoraggio e nella verifica degli effettivi risparmi ed efficientamenti conseguiti.

Possiamo riassumere le varie fasi dell’intervento del nostro consulente energetico con lo schema sotto riportato, di cui approfondiamo i diversi aspetti



Il check-up energetico dell’abitazione

Precisiamo innanzitutto che un check-up energetico ed una diagnosi energetica sono due cose molto differenti fra di loro.

Il primo ha come scopo la definizione dell’insieme di tutti i consumi di un’abitazione in base alle caratteristiche della stessa, alle abitudini degli abitanti ed all’analisi delle bollette "storiche" di acqua, energia elettrica, gas, ecc.

Il secondo riguarda, nello specifico, le prestazioni del
sistema edificio-impianti ove è collocata l’abitazione. Alle volte è eseguito contestualmente al processo di redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE).

Chiaro che se il consulente energetico che incarichiamo di eseguire il check-up della nostra abitazione è anche un
certificatore energetico degli edifici, potrebbe in aggiunta proporci, magari con un po’ di sconto (…), di redigere l’APE, dato che le informazioni in esso contenute possono aiutare nello svolgimento del check-up. Ma questo, naturalmente, non dovrebbe essere un obbligo per noi (e, naturalmente, non va fatto…se disponiamo già di un regolare APE).

Il consulente energetico verrà a trovarci ed analizzerà, durante uno o più sopralluoghi, le caratteristiche della nostra abitazione e di noi abitanti. Teniamoci pronti, perché ci chiederà molte informazioni riguardanti le nostre abitudini. Potrà sembrarci magari un po’ invadente…ma ricordiamoci che siamo stati noi a chiederglielo! Il suo unico scopo è quello di "scattare una fotografia" la più precisa possibile del nostro
status energetico attuale, per poterci poi dare i consigli di cui necessitiamo.

Il consulente ci chiederà inoltre non poca documentazione, che potremmo magari predisporre già in attesa del primo incontro. A titolo d’esempio, ci chiederà una copia:

  • Delle ultime bollette di acqua, gas, energia elettrica ed altre eventuali "utenze" (ad esempio, le fatture dei rifornimenti di GPL, se lo usiamo per scaldarci). La cosa migliore sarebbe avere tutte le bollette dell’ultimo anno di riferimento, ossia il precedente rispetto a quello dell’incontro

  • Dei libretti di uso e manutenzione di tutti gli elettrodomestici (sarà anche importante ricordarsi l’anno di acquisto di ciascuno di essi. Consiglio: consultare, se se ne dispone ancora, il certificato di garanzia)

  • Del libretto di caldaia (o del libretto di centrale, se abitiamo in un condominio con caldaia centralizzata)

  • Del prospetto delle spese condominiali dell’ultimo anno di riferimento, se abitiamo in condominio ed abbiamo il riscaldamento centralizzato (anche nel caso che esso disponga di un sistema di contabilizzazione del calore)
  • Dell’Attestato di Prestazione Energetica, se già ne disponiamo
  • Della visura e della planimetria catastali
  • Delle planimetrie di fatto dell’immobile (non sempre vengono consegnate, ma, se le abbiamo,…meglio così)
  • Della relazione ex L. 10/91 relativa alla nostra abitazione. Attenzione: non è detto che tale documento venga consegnato al proprietario dell’immobile, poiché sussiste soltanto l’obbligo di consegna in Comune. Se il consulente la ritiene necessaria, potrebbe eventualmente proporci di recuperarla noi stessi e fargliela poi avere


Ottenute tutte le informazioni ed i documenti necessari, il nostro consulente sarà in grado, una volta tornato in studio, di elaborare i dati mediante opportuni algoritmi di calcolo e predisporre il nostro libretto di risparmio energetico personalizzato.

Il libretto di risparmio energetico dell'abitazione

Si tratta di un documento non generalista (cioè deve essere creato ad hoc per noi e per la nostra abitazione), contenente almeno le seguenti informazioni:

  • Dati del/i proprietario/i dell’immobile

  • Dati dell’immobile (superfici, volumi, caratteristiche catastali, ecc.)

  • Caratteristiche dell’impianto di riscaldamento e, se presente, di raffrescamento o condizionamento

  • "Fotografia" dei consumi energetici dell’abitazione

  • Analisi di tali consumi ed evidenziazione delle criticità e delle eventuali problematiche

  • Consigli riguardanti le strategie da adottare per perseguire risparmi ed efficientamenti energetici, suddivisi per tipologia

  • Indicazioni di massima dei risparmi che si potranno conseguire seguendo i consigli elencati


Come detto, il documento non sarà generalista, ma mirato alla nostra situazione attuale. Ciò non toglie che il libretto riporterà comunque pure i consigli generalisti che anche noi elenchiamo nelle pagine dedicate: certamente risulterà più comodo "averli sotto mano" in formato cartaceo che doversi collegare ad un sito web (ad esempio questo) ogni volta che ci verrà un dubbio!

Monitoraggio e verifica dei consumi

Notiamo come lo schema per il check-up energetico residenziale, presentato in precedenza, presupponga una specie di "processo iterativo": una volta effettuate per la prima volta tutte le fasi, il monitoraggio permetterà di stabilire se i consumi ottenuti seguendo i consigli del consulente energetico risultano inferiori o meno a quelli della situazione iniziale (ovvero della situazione inizialmente "fotografata" dal consulente).

In caso di risposta negativa, si potrà decidere se affidarsi nuovamente allo stesso consulente energetico, il quale provvederà a "fotografare" il nuovo status energetico e ad aggiornare il libretto di risparmio, fornendo nuovi consigli per migliorare ulteriormente le prestazioni energetiche della propria abitazione.

Nonostante la professionalità del consulente, alle volte capita infatti che gli obiettivi di risparmio ed efficientamento non vengano raggiunti "al primo colpo"; in questo caso è molto importante il nuovo intervento del consulente. Come indicato nello schema, sarebbe infatti un vero e proprio peccato lasciar perdere questo tipo di approccio…

Attenzione, però: anche nel caso che i consumi si dimostrino sensibilmente migliorati, dovremo avere cura di continuare a seguire quanto riportato nel libretto di risparmio energetico. Solo in questo modo potremo mantenere a lungo i risultati raggiunti.

Normalmente le fasi di verifica dei risultati e di monitoraggio dei "nuovi" consumi avvengono ad un anno di distanza rispetto alla data riportata nel libretto. Chiariamo che non si tratta di fasi obbligatorie, però sottolineiamo anche che sono da considerarsi come operazioni molto importanti. In effetti, se queste fasi e se la verifica successiva da parte del consulente energetico non vengono effettuate, difficilmente riusciremo a capire:

  • Se abbiamo raggiunto gli obiettivi preposti di risparmio ed efficienza energetici

  • Come possiamo eventualmente migliorarci ancora


L’onorario richiesto dal consulente energetico per questo ulteriore controllo (vedere la
sezione dedicata all’argomento) normalmente giustifica la spesa extra, in relazione agli ulteriori risparmi conseguibili.

Le fasi di monitoraggio e verifica possono essere affrontate su più livelli di approfondimento. Ciò che cambia da un livello all’altro sono le risorse impiegate e, naturalmente, il loro costo. Normalmente vengono proposti tre livelli di monitoraggio e verifica.

Livello base

  • La verifica dei consumi effettivi è affidata al proprietario dell’abitazione

  • Il proprietario può effettuare tale verifica semplicemente confrontando le bollette di acqua, energia elettrica e gas (ed eventuali altre) con quelle dell’anno precedente l’intervento del consulente energetico

  • Vantaggi: il costo delle verifiche è nullo

  • Svantaggi: non è possibile ottenere ulteriori consigli dal consulente energetico, nel caso in cui i consumi non si siano ridotti di quanto preventivato oppure non si siano ridotti affatto


Livello intermedio

  • La verifica viene effettuata come al punto precedente, ma con l’intervento diretto del consulente energetico, il quale provvede anche all’aggiornamento del libretto di risparmio energetico

  • Vantaggi: il costo è contenuto (vedere l’apposita sezione)

  • Svantaggi: la valutazione dei consumi e dei risparmi è fatta in base alle bollette, quindi non è possibile capire con esattezza a quali dispositivi e/o comportamenti attribuire eventuali consumi "anomali". Ad esempio, se i consumi elettrici non sono diminuiti come previsto, difficilmente è possibile capire se ciò è dovuto ai consumi di un nuovo elettrodomestico acquistato, a comportamenti anomali degli abitanti, ecc.


Livello avanzato

  • La verifica avviene come per i casi precedenti, ma alla verifica si affianca un vero e proprio monitoraggio puntuale dei consumi: per tutto l’anno vengono installati nell’abitazione degli apparecchi in grado di misurare e memorizzare i consumi elettrici, idrici e di gas, oltre che altri tipi di informazione ambientale (ad esempio: temperatura ambiente, grado di umidità, ecc.)

  • Con tutte le informazioni raccolte, il consulente energetico può procedere all’aggiornamento del libretto di risparmio ed a fornire ulteriori consigli per migliorare i risparmi e l’efficientamento energetici dell’abitazione

  • Vantaggi: le operazioni di verifica e monitoraggio sono basate su rilievi molto precisi e "puntuali"; è possibile determinare con esattezza eventuali criticità nei consumi e proporre soluzioni ad hoc per una loro corretta risoluzione

  • Svantaggi: il costo può essere elevato (vedere l’apposita sezione), soprattutto a causa dei costi di acquisto e/o noleggio degli apparecchi di misura e monitoraggio, a carico del proprietario


La scelta del livello è affidata, naturalmente, al proprietario, il quale dovrà tener conto dei pregi e dei difetti di ciascuna delle soluzioni, anche in relazione ai propri obiettivi.

Quanto costa?

Non esiste un vero e proprio "tariffario" per gli audit ed i check-up energetici in ambito residenziale.
Il principio normalmente seguito dai professionisti può essere sintetizzato come: «Il compenso adeguato è quello per il quale il cliente ha convenienza ad affidarmi l’incarico».

In altri termini, il compenso dovrebbe essere commisurato agli effettivi vantaggi che, potenzialmente, il proprietario potrà ottenere nel corso del primo anno, a seguito dell’intervento del consulente energetico.

Se, ad esempio, i risparmi potenziali per un’abitazione risultano essere di 300 Euro all’anno, il compenso del consulente non dovrebbe superare i 150 Euro, ad esclusione dell’eventuale costo delle fasi di verifica e monitoraggio. Ciò significa un risparmio effettivo per il proprietario di 150 Euro il primo anno e di 300 Euro per gli anni successivi (sempre che egli decida di continuare a seguire i consigli e le indicazioni contenute nel libretto di risparmio energetico…).

Ma, concretamente, come è possibile definire l’importo corretto, se i potenziali risparmi non sono noti a priori?

Una soluzione spesso seguita è quella di definire il compenso in base ai metri quadrati di superficie calpestabile dell’abitazione, nonché di altri fattori quali la tipologia di impianto di riscaldamento e/o condizionamento, l’eventuale presenza di fonti rinnovabili di energia, la forte presenza di carichi elettrici e/o temici "particolari", ecc.

Normalmente, in ogni caso, il compenso richiesto per un check-up di base all’inizio del primo anno, con redazione del libretto di risparmio energetico, oscilla fra i 120 ed i 150 Euro, oltre ad IVA e contributi previdenziali (obbligatori per il professionista) e salvo casi particolari (ad esempio, come detto, la presenza di rinnovabili).

Tenere presente che il check-up di un appartamento situato in un condominio con riscaldamento centralizzato e contabilizzazione del calore in genere è più costoso (mediamente un 5-10% in più) rispetto ad un check-up effettuato per un appartamento indipendente. Questo a meno che l’assemblea condominiale non deliberi il check-up per tutti gli appartamenti del condominio, nel qual caso il consulente energetico potrà certamente praticare un notevole sconto…

Quanto alle fasi di monitoraggio e verifica:

  • Per il livello base il costo è zero durante il primo anno; se viene richiesto l’intervento del consulente energetico per l’aggiornamento del libretto di risparmio, l’onorario sarò in genere pari al 60-70% di quello richiesto all’inizio del primo anno, (quantificato come abbiamo discusso sopra)

  • Per il livello intermedio il costo dell’intervento del consulente energetico sarà pari (o poco meno) a quello richiesto all’inizio del primo anno
  • Per il livello avanzato il costo dipende da molti fattori (ad esempio, dal numero di apparecchiature installate, dal numero di ore necessarie al consulente per elaborare i dati monitorati per tutto l’anno, ecc.); non è quindi possibile fornire onorari di riferimento, e sarà necessario richiedere, di volta in volta, dei preventivi ad hoc


L’essenziale, in ogni caso, è richiedere almeno due o tre preventivi prima di iniziare qualsiasi forma di check-up energetico, per valutare i quali occorrerà un loro confronto sia economico, sia dei servizi effettivamente offerti. Ad esempio, alcuni consulenti propongono già nel loro preventivo anche l’assistenza che si renderà eventualmente necessaria al termine del primo anno (in genere viene proposto il livello intermedio di verifica e monitoraggio). Altri, infine, propongono un onorario costituito da una quota fissa e da una quota proporzionale agli effettivi risparmi conseguiti, eventualmente da riconoscere al consulente per più anni.

Chiudiamo questa sezione con un’avvertenza riguardante i check-up energetici offerti gratuitamente da molte società, spesso attraverso i rispettivi siti internet. In questi casi, naturalmente e comprensibilmente, lo scopo ultimo dell’operazione non è tanto quello di consigliare il cliente riguardo le migliori strategie energetiche da adottare per la propria abitazione, quanto quello di vendere uno o più prodotti (ad esempio: misuratori di consumo energetico oppure proposte di adesione a distributori dell’energia elettrica con tariffe più convenienti rispetto a quelle in uso, ecc.).

Non c’è ovviamente nulla "di male" in tutto questo, si tratta di semplici e ben note strategie di marketing. L’essenziale è non aspettarsi dei check-up energetici completi come quelli che potrebbe fornirci il nostro consulente energetico di fiducia né,
tantomeno, la consegna di un libretto di risparmio energetico. Il costo è zero, ma ricordiamoci che "nessuno ci dà niente per nulla".

Rivolgendoci ad un consulente energetico serio, professionale e con una buona esperienza, i nostri soldi saranno invece ben spesi e nel giro di qualche mese inizieremo già ad accorgerci dei risparmi in bolletta.

Risparmio energetico con il sistema edificio-impianti

Trattiamo l’argomento nelle pagine dedicate alle riqualificazioni energetiche, dove approfondiamo le possibili strategie per l’efficientamento di tutto il sistema edificio-impianto relativo alle nostre abitazioni. Rimandiamo dunque a queste pagine, dove riportiamo anche alcune tabelle con i parametri tecnici ed economici più significativi inerenti ciascun intervento.

Risparmio energetico con gli impianti di riscaldamento e condizionamento/raffrescamento

Anche questo argomento è trattato, in parte, nelle pagine dedicate alle riqualificazioni energetiche. Aggiungiamo qui alcuni consigli:

  • Innanzitutto occorre effettuare sempre le manutenzioni e le verifiche periodiche (rimandiamo alle pagine dedicate ai sistemi di riscaldamento per maggiori dettagli); queste, seppur "fastidiose" perché a pagamento, garantiscono che il generatore di calore e l’impianto preservino il loro grado di efficienza nel tempo. È comunque sconsigliabile attendere che la stagione di riscaldamento sia già iniziata, meglio essere previdenti e far verificare l’impianto poco prima del suo inizio

  • Se riscaldate gli ambienti con radiatori (termosifoni), è bene spurgare l’aria mediante le apposite valvole ogni volta che riaccendete l’impianto di riscaldamento. È inoltre importante non coprire i corpi riscaldanti con tendaggi, mobili, mensole o "copri-calorifero" (ve ne sono molti in commercio, hanno l’innegabile vantaggio di mantenere pulito i muri sopra ai termosifoni ma lo svantaggio di non consentire la corretta circolazione dell’aria riscaldante). Risulta, inoltre, molto utile e proficuo porre dei pannelli termoriflettenti fra il retro dei radiatori e la rispettiva parete confinante con l’ambiente esterno o con un altro ambiente non riscaldato (ad esempio, una taverna, una cantina, ecc.)
  • Se riscaldate gli ambienti con pannelli radianti, abbiate cura che l’impianto sia sempre ben equilibrato nei flussi e nelle portate di fluido termovettore destinati a ciascuna stanza; se non siete in grado di effettuare questa manutenzione/regolazione, chiedete al vostro idraulico di fiducia di farlo per voi (la spesa sarà minima, ma osserverete da subito un notevole risparmio in bolletta!)
  • Se usate spesso radiatori e/o stufette elettriche perché il solo impianto di riscaldamento non vi garantisce il giusto comfort, allora o l’isolamento termico dell’abitazione non è sufficiente oppure il calore è mal distribuito negli ambienti; in questo caso è consigliabile l’intervento di un termotecnico e l’adozione di eventuali strategie di efficientamento energetico del sistema edificio-impianti
  • Le stanze da bagno tendono a sembrarci sempre più fredde rispetto alle altre, anche con un impianto di riscaldamento ben equilibrato; questo perché in queste stanze rimaniamo di frequente senza abiti addosso. In questo caso un termoventilatore, ad alta classe energetica dotato di timer, può aumentare notevolmente il comfort, con una spesa energetica (e di acquisto) tutto sommato accettabile
  • Ricordiamo che la Legge impone ben determinati limiti alle ore di accensione dei sistemi di riscaldamento ed ai periodi dell’anno durante i quali questi debbono essere spenti (salvo particolari deroghe regionali). È anche opportuno ricordare che:


* se si dispone di un sistema di riscaldamento a pannelli radianti, è consentita una deroga alle ore di accensione giornaliere (DPR 412/1993, Art. 9, comma 6, paragrafo C): infatti un sistema di questo tipo rende molto di più (e quindi consuma anche meno) allorquando viene mantenuto ad una temperatura costante nell’arco delle 24 ore


* se invece usate dei radiatori (termosifoni), siete obbligati a rispettare le ore di accensione giornaliere (sempre in riferimento al DPR 412/1993 e s.m.i.); tenete comunque presente che questo obbligo è, in realtà, un ottimo modo per risparmiare energeticamente…


* la temperatura all’interno delle abitazioni non deve mai superare, per Legge, i 20°C (con due soli gradi di tolleranza); teniamo però presente che il solo impostare la temperatura a 19 °C consente un notevolissimo risparmio energetico, poiché il generatore di calore lavora molto meno. Ad ogni grado di aumento o diminuzione della temperatura ambiente corrisponde, all’incirca, una riduzione o un aumento dell’8% del consumo energetico, rispettivamente. In altri termini: in inverno è meglio avere 1 °C in meno rispetto al massimo consentito per Legge ed un maglione in più addosso; essere in casa con una t-shirt è sicuramente più "gradevole", ma ricordate…di considerarlo un lusso, da pagare caro in bolletta!!!


  • Se si dispone di un impianto di VMC, evitare di aprire le finestre da metà della mattina in poi. Dopo aver ricambiato l’aria appena svegli (operazione comunque consigliata anche con l'impianto di VMC almeno una volta al giorno, seguendo il prossimo consiglio), l’impianto garantirà infatti per tutte le ore successive, fino alla mattina dopo, il corretto ricambio dell’aria senza creare bruschi abbassamenti della temperatura interna

  • Se non si dispone di un impianto di VMC, si consiglia di "cambiare l’aria" almeno una volta all’ora (se si è presenti in casa, ovviamente) e di farlo in modo molto rapido (non più di uno o due minuti), aprendo, se possibile, le finestre disposte sui lati contrapposti dell’abitazione

  • A prescindere dai due consigli precedenti, seguire in ogni caso la seguente "regola aurea": in inverno conviene "cambiare l’aria" nelle ore più calde, in estate in quelle più fresche
  • Installare le unità esterne degli impianti di condizionamento in zone non direttamente esposte ai raggi solari (si possono ottenere risparmi fino al 5% di energia elettrica!)
  • Limitare la temperatura impostata per l’impianto di condizionamento di modo che la differenza fra questa e la temperatura esterna media non sia superiore a 5-6 °C (ad esempio: se la temperatura esterna è mediamente di 30 °C, è sufficiente impostare all’interno una temperatura di 25 °C)
  • Se l’impianto di condizionamento o raffrescamento è dotato di un’unità di deumidificazione, mantenerla attiva: quando l’aria è deumidificata percepiamo una temperatura più bassa rispetto a quando non lo è, e questo consente di impostare una temperatura di condizionamento più alta (nell’esempio del punto precedente potrebbe essere sufficiente impostarla a 27-28 °C)
  • Preferire l’acquisto di impianti di condizionamento dotati di sensori di movimento, i quali, se nelle relative stanze non viene rilevata la presenza di persone per più di un certo periodo (solitamente una ventina di minuti), mantengono i dispositivi emettitori ad un funzionamento minimo, di modo da potersi riattivare allorquando le persone tornano ad essere presenti
  • Mantenere sempre puliti i filtri dell’aria dell’impianto di condizionamento/raffrescamento
  • Non abbandonare oggetti né davanti ai dispositivi emettitori, né davanti alle unità esterne (ostacolerebbero il flusso dell’aria) dell’impianto di condizionamento/raffrescamento
  • Preferire l’acquisto di impianti di condizionamento/raffrescamento ad alta efficienza energetica, propendendo per unità dotate di tecnologia ad inverter
Risparmio energetico con frigorifero e congelatore


  • È consigliato l’acquisto di apparecchi a basso consumo energetico, possibilmente dotati della funzione "no frost", che impedisce la formazione della brina

  • Aprire e chiudere gli sportelli il meno possibile ed il più rapidamente possibile

  • Non inserire cibi e/o bevande caldi, ma attendere prima che si raffreddino almeno a temperatura ambiente (consiglio ulteriore: in inverno è possibile sfruttare il freddo ambientale, ponendo gli alimenti destinati al frigorifero o al congelatore all’esterno prima di riporli; in questo caso prestare però attenzione che gli stessi non siano esposti alla luce solare, in quanto potrebbero risultare alterati sia come sapore, sia come caratteristiche di commestibilità)

  • Collocare gli apparecchi tenendoli distanziati a sufficienza dalla parete, come indicato nel manuale di istallazione, uso e manutenzione

  • Collocare gli apparecchi possibilmente nel punto più fresco della cucina, lontani da fonti di calore (ad esempio, dai termosifoni), ma anche dalle finestre, dalle bocchette di areazione, dai fornelli; con questa accortezza si può arrivare a risparmiare fino ad un 10% dell’energia elettrica!

  • Regolare il termostato in base alla stagione; normalmente il produttore indica come effettuare la regolazione (vedere il libretto di istallazione, uso e manutenzione); tenere presente che ad ogni grado in più di differenza di temperatura fra l’ambiente esterno e l’interno dell’elettrodomestico corrisponde un aumento di circa il 5% dell’energia elettrica consumata!

  • Posizionare alimenti e bevande secondo le rispettive "esigenze" di conservazione; in generale, ricordarsi che la zona più fredda del frigorifero è in basso (dove, normalmente, si trovano i cassetti per frutta e verdura)

  • Il posizionamento di cibi e bevande dovrebbe anche essere ben organizzato, di modo da poter trovare subito quel che serve e tenere aperto lo sportello il meno possibile

  • Sbrinare completamente gli apparecchi non appena lo strato di ghiaccio supera i 4-5 cm, comunque almeno due volte all’anno

  • Rimuovere periodicamente (almeno una volta al mese) lo strato di polvere che si deposita sul condensatore (si tratta della "serpentina" posta sul retro degli apparecchi)

  • Controllare periodicamente lo stato di tenuta delle guarnizioni e, alla bisogna, sostituirle

  • Tenere presente che i consumi elettrici di frigoriferi e congelatori aumentano inevitabilmente man mano che l’elettrodomestico "invecchia". Dopo una decina d’anni può dunque già essere sensato cambiare l’elettrodomestico: il risparmio che si otterrà installandone uno nuovo permetterà di ripagare l’investimento nel giro di due o tre anni

Risparmio energetico con lavatrice e asciugatrice


  • È consigliato l’acquisto di apparecchi a basso consumo energetico

  • Se esiste la predisposizione, si consiglia l’installazione di "lavatrici a doppio ingresso" (vedere la figura). Si tratta di lavatrici che dispongono di due ingressi per l’acqua (fredda e calda) e consentono un notevole risparmio di energia elettrica. Questa soluzione è ottima se l’abitazione dispone di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria, ma garantisce buoni risultati anche se l’impianto di produzione è a gas metano. È invece una strategia da evitare se la produzione di acqua calda sanitaria è affidata a boiler elettrici. Da tenere comunque presente che una lavatrice dotata di doppio ingresso ha un costo medio superiore del 25-30% rispetto ad una tradizionale lavatrice ad ingresso singolo; tale differenza viene però recuperata nel giro di 12-18 mesi, grazie al minor consumo di energia elettrica

  • Limitare l’uso dei programmi ad alta temperatura (ad esempio a 90 °C); i detersivi oggigiorno disponibili sono in grado di garantire un ottimo bucato a temperature inferiori (40 °C). Il programma ad alta temperatura dovrebbe essere impiegato soltanto in caso di capi molto sporchi e, non più di una volta al mese, per garantire una corretta pulizia del cestello del bucato (evitare comunque di effettuare questa operazione con il cestello vuoto!)
  • Utilizzare la lavatrice preferibilmente a pieno carico; se ciò non è possibile, utilizzare le funzioni "mezzo carico" o "economizzatore", ormai disponibili su quasi tutti i modelli
  • Evitare, se possibile, i programmi con prelavaggio
  • Dosare il detersivo in base ai consigli riportati sulle confezioni: una dose eccessiva di detersivo non solo non garantisce un bucato più pulito, ma è causa di un consumo energetico eccessivo!
  • Pulire frequentemente (almeno ogni 15 giorni) il filtro; le impurità che vi si accumulano ostacolano il passaggio dell’acqua
  • Se non si dispone di acqua addolcita "all’origine" (ad esempio mediante un addolcitore condominiale), utilizzare prodotti anticalcare assieme ai detersivi
  • Tenere sempre pulito il cassettino dei detersivi
  • Quando la lavatrice è inattiva, staccare il collegamento elettrico (normalmente è presente un interruttore di sicurezza di tipo "I/0", altrimenti staccare la spina) e chiudere i/il rubinetti/o dell’acqua
  • Quando la lavatrice è inattiva, lasciare lo sportello leggermente aperto, di modo da evitare l’accumulo di umidità all’interno del cestello, causa di cattivi odori e di proliferazione batterica
  • Per quanto riguarda l’asciugatura del bucato, oggigiorno ci si può affidare all’apposito programma della lavatrice oppure all’uso di un elettrodomestico a parte, detto asciugatrice. In entrambi i casi, teniamo conto che le operazioni di asciugatura sono molto energivore: se possibile, facciamo asciugare il bucato all’aria aperta! Se proprio vogliamo usare il programma di asciugatura, preferiamo quello di tipo "pronto stiro" (è il meno energivoro)
Risparmio energetico con la lavastoviglie


  • È consigliato l’acquisto di apparecchi a basso consumo energetico

  • Se possibile, collegare l’ingresso idrico all’acqua calda (si risparmia moltissima energia elettrica, a meno che la produzione dell’acqua calda sanitaria non sia affidata ad un boiler elettrico: in questo caso collegare l’ingresso all’acqua fredda!)

  • Disporre correttamente le stoviglie nei vari scomparti, seguendo le indicazioni contenute nel libretto di installazione, uso e manutenzione

  • Utilizzare il programma ad alta temperatura (a volte detto "intensivo") solo quando veramente necessario, ad esempio in caso di stoviglie molto sporche. Usarlo, preferibilmente non più di una volta alla settimana, per garantire una corretta pulizia dell’interno dell’elettrodomestico (non effettuare comunque questa operazione senza caricare stoviglie da lavare!)

  • Nel caso che la lavastoviglie non fosse piena, effettuare un programma di risciacquo (a volte chiamato "lavaggio a freddo"), che non necessita di detersivo e che ha una durata limitata; in questo modo si favorirà il lavaggio dell’intero carico quando questo avverrà a pieno carico

  • Usare preferibilmente i programmi di lavaggio a bassa temperatura

  • Se possibile, evitare i programmi che prevedono l’asciugatura finale. Se ciò non è evitabile, allora interrompere il programma prima che inizi la fase finale di asciugatura (molto energivora), lasciando aperto lo sportello e consentendo così l’asciugatura naturale delle stoviglie (che è gratis…). Ricordare che questa semplice operazione consente un risparmio fra il 40 ed il 50% dell’energia elettrica necessaria per l’intero programma!

  • Pulire regolarmente i filtri e gli erogatori di acqua (i "forellini" posti sui bracci rotanti)

  • L’uso del brillantante, consigliato da tutti i produttori, è in realtà poco utile: una corretta manutenzione e pulizia garantiscono a priori la "brillantezza" delle stoviglie!

  • Se non si dispone di acqua addolcita "all’origine" (ad esempio mediante un addolcitore condominiale), rabboccare con regolarità il serbatoio del sale, secondo quanto indicato nel libretto di installazione, uso e manutenzione

  • In caso di inattività per lungo tempo dell’elettrodomestico, chiudere i rubinetti dell’acqua e staccare il collegamento elettrico. Lasciare inoltre lo sportello leggermente aperto, di modo da evitare l’accumulo di umidità all’interno del cestello, causa di cattivi odori e di proliferazione batterica

  • Evitare l’uso di prodotti per la (presunta) disinfestazione e pulizia accurata della lavastoviglie, oggigiorno molto pubblicizzati. Tutti i produttori di lavastoviglie (ma non quelli dei prodotti in questione…) si dicono d’accordo nel ritenerli assolutamente inutili…ed alle volte perfino dannosi (se non usati in modo corretto, possono purtroppo intasare facilmente gli erogatori d’acqua ed i filtri). Per una pulizia dell’interno, preferire l’uso di una miscela di acqua calda e bicarbonato o aceto, da applicare manualmente, a cui far seguire un breve ciclo di risciacquo

Risparmio energetico con il forno elettrico


  • È consigliato l’acquisto di apparecchi a basso consumo energetico

  • Preferire i modelli "ventilati" (sono al momento quelli più efficienti)

  • Evitare di aprire continuamente lo sportello durante la cottura

  • Limitare la fase di pre-riscaldamento al tempo minimo necessario (solitamente è presente una spia luminosa che indica quando la temperatura impostata è stata raggiunta)

  • Spegnere il forno qualche minuto prima del termine della cottura degli alimenti: la coibentazione dell’elettrodomestico fa in modo che la temperatura interna venga mantenuta per un certo periodo di tempo anche dopo lo spegnimento

  • Mantenere ben pulito l’interno del forno, specie nei pressi delle griglie di ventilazione e con particolare riguardo alle serpentine di riscaldamento (l’accumulo di grassi e sporcizia ne diminuisce l’efficienza)

Risparmio energetico con telefonia, TV, PC e sistemi di svago


  • Regola aurea per questa categoria è quella di evitare gli stand-by: si tratta di quelle "lucine" che rimangono accese anche quando gli apparecchi sono inattivi. Mantenendo spenti gli stand-by di tutti gli elettrodomestici presenti in un’abitazione media, è possibile risparmiare fino all’equivalente di un mese di energia elettrica all’anno…

  • Attenzione perché spesso non è sufficiente spegnere gli stand-by: alcuni apparecchi hanno un autoconsumo anche quando sembra tutto spento. In questi casi, rilevabili dai libretti di istruzione e manutenzione, la cosa migliore da fare è scollegare i dispositivi dalla rete elettrica oppure usare opportuni apparecchi presenti in commercio (a volte detti "stand-by killer")

  • In genere siamo portati a pensare che dispositivi come PC, televisori, caricabatterie, decoder (satellitari o per la TV digitale terrestre), consolle per videogiochi, stampanti, fax ecc. consumino poca energia elettrica. Questo in generale non è vero: ricordarsi dunque di spegnere completamente tutti questi dispositivi se non necessari

  • Impostare sui PC in uso le funzioni di risparmio energetico e garantirne una corretta ventilazione

  • Preferire i dispositivi multifunzione (esempio: stampante-scanner-fax) ai singoli apparecchi: la somma dei consumi di questi ultimi è sempre maggiore del consumo dell’apparecchio multifunzione equivalente

  • Ricaricare cellulari ecc. soltanto quando la batteria è quasi scarica e a dispositivi spenti. Evitare le ricariche notturne: quando la carica è completa, noi dormiamo e non possiamo staccare i caricabatterie dalla presa (e, seppur minimo, il consumo di energia elettrica continua finché non provevdiamo a staccare il caricabatterie dalla presa di corrente)

  • Verificare sempre se i dispositivi che intendiamo acquistare espongono i marchi "Energy-star" o "Ecolabel" (vedere la figura qui sotto), garanzie europee di efficienza energetica (per maggiori informazioni, vedere il link in lingua italiana e quello in lingua inglese)



Risparmio energetico con gli scaldabagno (boiler) elettrici


  • Si consiglia di sostituire gli scaldabagno elettrici vecchi con scaldabagno nuovi, più isolati rispetto a quelli che si producevano in passato

  • Se possibile, sostituire lo scaldabagno elettrico almeno con uno a gas (l’ideale sarebbe usare un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria!). È infatti importante ricordare che l’impiego dell’energia elettrica per riscaldare è uno degli usi meno efficienti ed anche più dispendiosi che si può fare con questo vettore energetico

  • Se possibile, installare un timer (o un sistema di controllo equivalente), con il quale impostare i periodi della giornata in cui lo scaldabagno può funzionare; senza tale accorgimento, l’acqua verrebbe mantenuta in temperatura anche quando non ce n’è la necessità (ad esempio, quando tutti gli abitanti sono assenti perché al lavoro)
  • Ridurre la temperatura dell’acqua calda sanitaria prodotta (fra i 40 ed i 60 °C, preferendo naturalmente i valori più bassi in estate e quelli intermedi in inverno)
  • Installare l’apparecchio in zone dell’abitazione protette da forti escursioni termiche
Risparmio energetico con le cucine elettriche e le cucine ad induzione


  • Poiché il modo meno efficiente e più costoso di usare l’energia elettrica è quello per la produzione di calore, le cucine elettriche e quelle ad induzione dovrebbero essere usate soltanto se non è possibile l’impiego del gas (questo al di là delle "mode" attuali che vorrebbero cucine ad induzione installate in tutte le abitazioni…)

  • Altre situazioni nelle quali è preferibile l’uso di una cucina ad induzione (ma, in genere, non elettrica di tipo tradizionale) sono le abitazioni con alte classi energetiche (A+, A o B), dotate di un impianto di VMC. Per questi casi serve evitare il più possibile le dispersioni d’aria verso l’esterno. Installando una cucina ad induzione si evita di dover praticare il foro di ventilazione obbligatorio per Legge nel caso di cucine a gas

  • Per lo stesso motivo, nelle medesime abitazioni è bene evitare l’installazione di cappe aspiranti, preferendo invece l’uso di cappe a carboni attivi
  • È consigliabile l’impiego di un timer, di modo da impostare i tempi corretti di cottura e di non rischiare di "dimenticarsi le pentole sul fuoco" (che è anche molto pericoloso…)
  • Ricordare che l’uso della pentola a pressione riduce notevolmente i tempi di cottura, preservando (anzi, in genere esaltando) il sapore delle vivande
  • Per le cucine ad induzione si possono utilizzare esclusivamente pentole apposite. Per le cucine elettriche, ricordare che l’utilizzo di pentolame in acciaio inox (meglio ancora se con il fondo diffusore in alluminio) consente di mantenere il calore più a lungo rispetto all’impiego di pentole tradizionali in ferro o ghisa a fusione piena o smaltate
  • Quantità di liquidi fino a circa mezzo litro possono essere scaldate (e, con un po’ di attenzione, anche fatte bollire) più economicamente con un forno a microonde
  • Se si dispone di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria, risulta molto conveniente riempire una pentola di acqua già calda per poi portarla alla giusta temperatura, piuttosto che partire da acqua fredda. Questa strategia non è però valida se si dispone di uno scalda-acqua elettrico, mentre risulta un po’ meno valida (ma comunque efficiente) se l’acqua calda sanitaria viene preparata mediante gas metano
  • Commisurare sempre la "potenza" dei fuochi alle dimensioni delle pentole ed ai tempi di cottura
  • Mettere sempre i coperchi sulle pentole, specie se si vuole far bollire dell’acqua o altri liquidi. Questo consiglio non vale solo nei casi in cui la ricetta da realizzare prevede esplicitamente una cottura a "pentola scoperta"
Risparmio energetico con le cucine a gas


  • Valgono i consigli precedenti riguardanti la cottura, il pentolame da usare, ecc.

  • Se si dispone di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria, risulta molto conveniente riempire una pentola di acqua già calda per poi portarla alla giusta temperatura, piuttosto che partire da acqua fredda. Questa strategia non è però valida se si dispone di uno scaldaacqua elettrico o a gas metano (in quest’ultimo caso verrebbe comunque utilizzata all’incirca la stessa quantità totale di gas…)

  • È fondamentale l’impiego di pentole con dimensioni commisurate alla fiamma impiegata: la fiamma non deve "sporgere" dal fondo delle pentole
Risparmio energetico con l'illuminazione

Nelle pagine dedicate all’illuminazione efficiente descriviamo dettagliatamente come scegliere correttamente il tipo di lampada a seconda delle varie esigenze e diamo un’idea dei risparmi energetici che possiamo conseguire a seguito dell’efficientamento dell’illuminazione stessa.

Aggiungiamo qui alcuni consigli pratici inerenti la gestione e la manutenzione dell’impianto ed alcune accortezze che ne possono aumentare l’efficienza:

  • Tinteggiare le pareti dell’abitazione con tonalità preferibilmente chiare, di modo da sfruttare il più possibile l’illuminazione naturale

  • Preferire un sistema di illuminazione "misto", costituito cioè da un lampadario "centrale" e da altri punti luce adatti all’illuminazione "localizzata", utili per lo svolgimento di attività specifiche (studiare, cucinare, ecc.)

  • Evitare l’installazione di un lampadario con molti corpi illuminanti, preferendo un numero inferiore di lampade di potenza "alta" piuttosto che un numero maggiore di lampade di potenza "bassa" (in questo modo l’efficienza aumenta notevolmente e, con essa, i risparmi conseguibili). Infatti, ad esempio, una lampada da 100 W fornisce la stessa illuminazione di sei lampade da 25 W, ma nel secondo caso la potenza complessiva vale 150 W!

  • Evitare di guardare la televisione al buio (provoca seri danni alla vista). Prevedere l’installazione di una lampada a basso illuminamento, da accendere durante le serate passate davanti alla TV. La luce deve essere diffusa, di modo da evitare fastidiosi riflessi sullo schermo (si può, ad esempio, utilizzare la classica "lampada a stelo")

  • Leggere un libro seduti sul divano di casa è una buona abitudine ed una valida alternativa alla televisione. Bisogna però tener presente che la lettura può affaticare la vista dopo un certo tempo e che la necessità di illuminazione varia a seconda dell’età (i giovani hanno bisogno di un illuminamento durante la lettura molto inferiore a quello necessario alle persone anziane). Per questo motivo conviene prevedere una lampada localizzata a fianco del divano, il cui flusso luminoso (e quindi l’illuminamento) sia regolabile

  • In cucina risulta molto comodo ed utile prevedere dei punti luce localizzati sotto ai pensili, da utilizzare alla bisogna ed in alternativa all’illuminazione principale
  • In camera da letto prevedere un’illuminazione localizzata per ciascun comodino; questa deve essere realizzata in modo da consentire la lettura ma senza arrecare fastidio alle altre persone che stanno dormendo
  • Per i corridoi e le scale tenere presente che le luci vengono accese più raramente di quanto si possa immaginare (provate a farci caso nei prossimi giorni…) e rimangono accese per pochissimo tempo. Questo esclude a priori lampade ad accensione non istantanea. Si consiglia in ogni caso l’installazione di lampade a bassa potenza


Per quanto riguarda i condomini, i risparmi energetici conseguibili con l’efficientamento degli impianti comuni di illuminazione sono veramente molto notevoli; ecco, ad esempio, alcune strategie al riguardo:

  • Prevedere l’accensione temporizzata delle luci nel tunnel dei box, delle cantine, delle scale e degli androni: le luci si accendono quando un sensore di presenza rileva il passaggio di una o più persone e si spengono dopo un certo tempo (in genere commisurato al tempo medio di transito nel luogo in questione)

  • Prevedere una programmazione mirata per l’accensione e lo spegnimento delle luci esterne. Ad esempio, si può programmare l’impianto di modo che le luci si accendono entro una ben specifica fascia temporale e subordinatamente alla presenza o meno di lice naturale (con differenze mese per mese)

  • La cosa migliore sarebbe spegnere completamente le luci esterne durante le ore notturne (fra mezzanotte e le 5.30), ma questioni di sicurezza richiedono l’esatto contrario. Come compromesso, si potrebbe prevedere l’accensione di tutti i corpi illuminanti al di fuori di queste fasce orarie, mentre al loro interno si potrebbero lasciare accese soltanto alcune lampade (ad esempio, una ogni due o ogni tre)

Risparmio idrico

L’uso attento e consapevole dell’acqua è da considerarsi a tutti gli effetti un vero e proprio risparmio energetico. Infatti con meno acqua consumiamo (noi e la nostra abitazione), con meno costerà, in termini economici ed energetici, trasportarla, pomparla, depurarla, ecc.

Inoltre, risparmiando acqua, aiuteremo concretamente a risolvere il problema della scarsità mondiale delle risorse idriche. Sembra strano, però pensateci bene: se tutti contribuissimo anche soltanto con un piccolo risparmio, questi piccoli risultati, messi tutti assieme, permetterebbero a tantissime altre persone di poter fruire di questa importantissima e vitale risorsa naturale (mai come in questo caso vale il detto «L’unione fa la forza»!).

Diamo quindi una serie di consigli utili al risparmio idrico:

  • Verificare periodicamente l’efficienza, il buono stato e l’assenza di perdite degli impianti di gestione dell’acqua presenti nell’abitazione: tubazioni, rubinetti, valvole, ecc.

  • Periodicamente, chiudere la valvola generale dell’acqua e tutti i punti di approvvigionamento; in queste condizioni il contatore deve rimanere assolutamente fermo. Se non lo è, allora sono presenti una o più perdite nell’impianto: fatelo controllare dal vostro idraulico di fiducia!

  • Installare dei riduttori di flusso (alle volte detti anche "rompigetto" o "aeratori") ad ogni rubinetto presente in casa, compresi gli erogatori delle docce. Si tratta di particolari dispositivi, dotati da un lato di forma conica e dall’altro del classico "filtro antisabbia", in grado di miscelare l’acqua con una certa quantità di aria. L’effetto che si ottiene è quello di un flusso d’acqua che apparentemente ha la stessa portata, ma che in realtà è più "leggero" (e, a dire la verità, anche più "gradevole"); in realtà la portata diminuisce notevolmente, fino ad anche il 50% (il che significa un consumo di acqua inferiore della metà!!!). Nella figura qui sotto mostriamo un classico kit di riduttori in vendita in qualsiasi negozio fai-da-te a 4-6 Euro




  • Preferire la doccia al bagno (il costo energetico ed idrico di un bagno caldo è almeno il doppio di quello di una normale "sessione" sotto la doccia), riducendo in ogni caso il tempo di permanenza sotto al getto; consigliabile anche chiudere l’acqua mentre ci si insapona

  • Avere l’accortezza di chiudere il rubinetto dell’acqua mentre ci si rade e mentre si lavano i denti: l’acqua serve soltanto per le operazioni di risciacquo!

  • Teniamo conto che circa il 30% del consumo idrico di una famiglia media di 4 persone è rappresentato dalle cassette di scarico per i WC; quindi:


* preferire l’installazione di cassette per lo scarico del WC a doppio pulsante rispetto a quelle a pulsante singolo (queste ultime ormai non si trovano comunque quasi più in commercio)
* per ridurre la quantità d’acqua utilizzata ad ogni scarico, regolare innanzitutto in modo adeguato i pulsanti. Se ciò non fosse sufficiente, è possibile inserire un mattone all’interno della cassetta (stando naturalmente attenti sia a non rovinarla, sia a non impedire il movimento degli organi meccanici presenti al suo interno)


  • Meglio lavare l’automobile dal "lava auto" piuttosto che a casa: il risparmio di acqua può arrivare fino al 60-70%

  • Meglio lavare i piatti in lavastoviglie che a mano; il lavaggio manuale permette naturalmente il risparmio di energia elettrica, ma la quantità d’acqua è almeno il 30% maggiore di quella usata dalla lavastoviglie

  • Preferire gli impianti di irrigazione temporizzati a quelli manuali; sono anche in vendita temporizzatori da applicare alle normali "canne dell’acqua"

  • Per l’irrigazione delle piante, preferire un impianto "a goccia", che permette di fornire la corretta quantità d’acqua solo dove serve e nella corretta quantità

  • Irrigare prato e piante in base alla stagione ed alle necessità delle varie specie vegetali, chiedendo consiglio agli esperti se non si hanno informazioni in merito

  • Nelle stagione calda irrigare soltanto durante le ore fresche della notte (altro motivo per il quale è consigliabile un impianto temporizzato…)

  • Ricordatevi che le piante adorano l’acqua piovana: se ne avete la possibilità, raccoglietene durante le precipitazioni meteo ed usatela poi per irrigare manualmente

  • Se si hanno laghetti ornamentali, fontane, ecc. in giardino o sul terrazzo, è preferibile installare impianti di ricircolo dell’acqua piuttosto che utilizzare l’acqua dell’acquedotto in continuo. Questo consente ovviamente un notevolissimo risparmio idrico poiché l’acqua è sempre la stessa (va cambiata soltanto con cadenza periodica); inoltre potrete utilizzare degli appositi additivi (meglio se naturali) per preservare la vasca dalla formazione di alghe ecc.

  • Per chi ha una piscina in giardino o sul terrazzo, valutare bene con l’installatore ogni quanto è necessario eseguirne lo svuotamento ed il completo riempimento; spesso, con un buon piano di manutenzione, tali operazioni sono molto ridotte, pur garantendo la corretta pulizia delle vasche


Vi è infine un argomento assai "spinoso" e mai del tutto risolto: meglio l’acqua in bottiglia, quella del rubinetto o quella ottenibile impiegando depuratori, sistemi ad osmosi inversa, ecc.?

Le opinioni in merito sono moltissime e frequentemente discordanti. Così come gli interessi di parte coinvolti (ad esempio, quelli degli imbottigliatori, quelli dei venditori di impianti di depurazione, ecc.).


Lasciamo dunque ad ognuno la possibilità (ed il dovere…) di crearsi la propria opinione.

Ci limitiamo qui a ricordare che l’acqua di rubinetto, se veramente potabile, consente risparmi energetici ENORMI, sia rispetto all’acquisto ed uso di impianti di depurazione, sia nei riguardi dell’acqua in bottiglia.
Ma questo, in effetti, è uno dei pochi casi per il quali la questione energetica non è la sola ad essere chiamata in causa.

 
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